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Bollettino N°7

Data di pubblicazione: 06/05/2024

Macroeconomics

La recente contrazione della domanda per alcune materie prime, accompagnata da una riduzione dei costi energetici, sta generando un calo di prezzi. Ciononostante, il periodo attuale continua ad essere contraddistinto da un’inflazione importante, alti tassi d’interesse, volatilità nei tassi di cambio e difficoltà nel reperire manodopera.

  • Nel 2022, la produzione agricola globale ha risentito a più riprese delle conseguenze dell’aumento dei prezzi dell’energia, dell’aumento dei costi di produzione, della guerra in Ucraina e dell’inflazione alimentare. Inoltre, è stato un anno in cui si sono registrate le temperature più alte della storia, influendo in modo significativo sui raccolti durante tutto il corso dell’anno.
  • Il conflitto Russo-Ucraino ha aggravato il disequilibrio tra domanda e offerta. L’UE è stata più colpita rispetto ad altre parti del mondo che, soprattutto a causa della sua dipendenza energetica dalla Russia, assieme alla forte inflazione e un progressivo deprezzamento dell’Euro, ha visto una maggiore esposizione dei suoi mercati alla volatilità e i differenziali tra prezzi internazionali e prezzi europei aumentare sempre di più.
  • L’indice dei prezzi degli alimenti FAO ha rimarcato come dicembre 2022 è stato il nono mese consecutivo che ha portato un’ulteriore decrescita dei prezzi portandoli ad un valore addirittura inferiore a quello dichiarato precisamente un anno prima. Ciononostante, gli aumentati costi di produzione degli imballaggi e della logistica non sempre hanno controbilanciato il decremento della materia prima all’origine.
  • I prezzi complessivi dell’energia sono previsti diminuire nel 2023 dopo aver raggiunto livelli record a metà del 2022. Nonostante il calo delle forniture di gas russo in Europa, una riduzione della domanda globale ha costretto i prezzi a scendere. Allo stesso modo, i timori di recessione globale stanno influenzando le aspettative sulla domanda di petrolio nonostante l’ultimo lotto di sanzioni dell’UE sul petrolio russo. La distensione dei mercati del gas naturale e del petrolio greggio è prevista ridurre la pressione sui margini di inflazione sulle industrie ad alta intensità energetica.

Cereali

Frumento tenero

Frumento tenero

Cali di prezzo del grano sui mercati internazionali

  • L’assenza di evidenti minacce al “corridoio del grano” del Mar Nero sta consentendo gli attuali cali di prezzo del grano sui mercati internazionali. Nonostante l’offerta deludente negli Stati Uniti e in UE, il mercato è ora dominato dall’abbondanza delle esportazioni russe e dal raccolto australiano record. In questa fase, rimane determinante il rafforzamento dell’euro che ha ridotto la competitività del frumento europeo sui mercati internazionali e favorito il calo delle quotazioni sul mercato UE.
  • USA: nonostante l’aumento delle aree seminate a frumento invernale negli USA per la campagna 2023/24, l’ondata di freddo record che ha colpito il Paese avrebbe fatto danni importanti alle colture laddove mancava la copertura nevosa. Inoltre, sono previste precipitazioni scarse per il primo trimestre 2023.
  • UE: le esportazioni cumulate di grano tenero europeo sono aumentate. Al contrario, le importazioni dai paesi terzi sono esplose e coprono già l’86% dei volumi previsti.
  • UCRAINA: finora le esportazioni di grano ucraino sono state inferiori del 46% rispetto allo scorso anno e hanno nuovamente rallentato per via di blocchi navali e attese di passaggio. Dal punto di vista meteorologico, l’inverno caldo ha influito negativamente sull’indurimento delle colture invernali, mettendo a rischio il potenziale di resa.
  • RUSSIA: la competitività del grano russo sul mercato internazionale è stata rafforzata dal recente deprezzamento del rublo rispetto al dollaro e all’euro, che ha consentito ai prezzi del grano russo di guadagnare quote di mercato.
  • AUSTRALIA: la stima del raccolto australiano continua a crescere. Gli alti livelli di precipitazioni hanno permesso rese record e ciò consentirà all’Australia di esportare volumi record di grano. Tuttavia, le rese elevate hanno causato un basso valore proteico, che farà sì che una buona parte del raccolto sia destinata ad uso mangimistico.
  • Spunti di volatilità rialzista nel corso del primo trimestre 2023 possono venire dall’assottigliamento degli stock in UE, dalle cattive condizioni del frumento invernale negli USA e dalle novità sul fronte del conflitto tra Russia e Ucraina.
  • Buone condizioni e potenziale di resa elevato per il mais di supporto potrebbero consentire cali del prezzo del frumento nel corso dell’estate, purché le condizioni del frumento stesso siano favorevoli.
Frumento duro

Frumento duro

Calo delle superfici canadesi Siccità in Nord Africa preoccupa per i prossimi raccolti

  • CANADA: le superfici in semina a primavera sono attese in calo del -6% a vantaggio di altri cereali e alcuni semi oleosi come colza e soia. Nonostante le rese in miglioramento rispetto al 2022, si prevede una produzione di fatto simile a quella dell’ultimo raccolto.
  • USA: la raccolta è stata completata in tutte le principali aree e le rese sono risultate al di sopra delle aspettative. Nelle ultime due settimane le quotazioni hanno subito cali sensibili guidati soprattutto dal trend del frumento tenero la cui produzione in Australia ha toccato livelli record.
  • UE e NORD AFRICA: le quotazioni in Europa mantengono il trend di calo. Nel mentre, in prospettiva raccolti 2023, le condizioni siccitose in tutto il nord Africa si fanno sempre più preoccupanti visto il recente peggioramento in Algeria e Tunisia.

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